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La vita di un sordo ai tempi del Covid-19

La mascherina obbligatoria negli spazi chiusi, pur indispensabile, ha comportato gravi difficoltà a chi fa della lettura labiale uno strumento importante nella comunicazione.

Il tema dell’accessibilità fatica ancora a entrare nel dibattito pubblico, e l’epidemia di Covid-19 ha acuito ancora di più il problema per le persone affette da disabilità, in particolare quella dei non udenti. 

L’obbligo della mascherina ha reso infatti impossibile una comunicazione basata sulla lettura delle labbra, spesso indispensabile per un sordomuto, andando di fatto a creare un muro impenetrabile in grado di isolare ulteriormente queste persone. “Per le persone sorde l’obbligo di indossare la mascherina rappresenta un problema enorme, perché limita moltissimo la possibilità di comunicare”, ha dichiarato Loredana Maranghi, presidente provinciale di Monza dell’Ente Nazionale Sordi. 

Non solo sordi: anche bambini e le persone con disabilità intellettiva usano il complesso delle nostre espressioni facciali (occhi, bocca) per comprendere tono e significato. L’uso della mascherina rimuove dalla comunicazione tutto quel linguaggio espressivo corporeo a cui molte persone fanno affidamento.

Questo tema fa parte delle tante difficoltà incontrate dal governo italiano nella protezione dei propri cittadini durante l’epidemia del virus SARS-CoV-2. La mascherina, e in generale tutti i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), sono diventati strumenti obbligatori nel contenimento del virus, prescritti in tutte quelle situazioni dove è impossibile mantenere una distanza di sicurezza tra le persone. Purtroppo, persone con specifiche necessità risultano svantaggiate e la risposta del sistema all’emergenza tende a escluderle.

Già a maggio la questione era arrivata sui banchi della Camera dei Deputati, attraverso un atto della deputata di Forza Italia Giuseppina Versace, e vari prototipi di mascherina con una “finestra” trasparente sulla bocca sono state realizzati ma, come denunciava il presidente di ENS Parma Gabriele Dall’Asta, la mancanza di una certificazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità impediva la loro adozione da parte di categorie come forze dell’ordine, farmacisti e personale sanitario. Solo recentemente sono comparsi sul mercato modelli certificati.

È difficile capire la portata del problema dato che i sordi non rappresentano un gruppo omogeneo. Le sfumature nella mancanza dell’udito sono infatti tante: persone sorde dalla nascita (i cosiddetti sordi prenatali) o persone che hanno perso l’udito in età adulta, aiutati da  apparecchi acustici e impianti cocleari. In Italia infatti la perdita di udito è divisa in quattro fasce a seconda dei decibel perduti, con l’INPS che fornisce misure a sostegno dei diversi gradi di disabilità. 

“I sordi passano sempre come rompiscatole, ora più che mai, lo so”, racconta il presidente di ENS Parma Gabriele Dall’Asta, “L’alternativa però è perdere la nostra storica battaglia: la ghettizzazione dei sordi che si parlano solo tra di loro”.

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