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Quante persone non hanno accesso a Internet?

La pandemia di Covid-19 e il lockdown hanno rimarcato un dato sempre più oggettivo: Internet è diventato indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Non solo è assolutamente fondamentale per il lavoro di molti settori, ma ha una capacità intrinseca di facilitare moltissime attività quotidiane basilari, come la comunicazione e la ricerca di informazioni. Senza una connessione casalinga migliaia di studenti sarebbe stati costretti a non seguire le lezioni scolastiche da casa, creando fratture nel processo educativo.

I tempi sono maturi per parlare del “diritto di accesso a Internet”?

Nel dicembre del 2003 si riunisce a Ginevra la prima Conferenza Mondiale sulla Società dell’Informazione, sponsorizzata dalle Nazioni Unite con la partecipazione di delegati dal 175 paesi. Tema della conferenza erano la crescente importanza nel mondo globalizzato delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione (ICT), la rivoluzione digitale e il crescente digital divide non solo tra paesi, ma anche tra diversi classi sociali. Dalla conferenza emerge la volontà delle nazioni mondiali di 

“declare our common desire and commitment to build a people-centred, inclusive and development-oriented Information Society, where everyone can create, access, utilize and share information and knowledge, enabling individuals, communities and peoples to achieve their full potential in promoting their sustainable development and improving their quality of life, premised on the purposes and principles of the Charter of the United Nations and respecting fully and upholding the Universal Declaration of Human Rights.”

L’Information Society e le tecnologie attinenti vengono anche considerate un baluardo imprescindibile per la libertà di informazione e di espressione, ulteriormente confermata da una risoluzione ONU che condanna l’interruzione dell’accesso a Internet, attuata da regimi autoritari, come lesiva dei diritti umani della persona.

In Italia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva parlato del ruolo fondamentale di Internet in una democrazia moderna, proponendo addirittura l’inserimento in Costituzione dell’accesso a Internet, similmente alla proposta del giurista Stefano Rodotà.

“Fosse per me inserirei una modifica alla Costituzione con il diritto all’accesso alle reti info-telematiche. Il concetto della libertà sostanziale espresso dall’articolo 3 della Costituzione prevede che la Repubblica rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Oggi lo strumento di partecipazione più concreto ed efficace è l’accesso a internet. Dobbiamo fare degli sforzi, abbiamo stanziato anche dei fondi per offrire reti info-telematiche a tutti gli studenti”.

L’accesso a un computer e alla rete Internet rientra anche nel largo cappello degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, soprattutto dell’obiettivo numero 9. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile significa anche investire in una rete internet accessibile a tutti, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione e ai paesi in via di sviluppo.


https://www.statista.com/statistics/265147/number-of-worldwide-internet-users-by-region/ 

La connessione Internet è ancora assente in alcune parti del globo, soprattutto in Africa, dove il tasso di penetrazione (percentuale della popolazione con accesso a Internet) rimane ancora sotto il 50%. La crescita negli ultimi venti anni ha raggiunto però cifre considerevoli. Secondo i calcoli della Banca Mondiale saranno necessari altri 100 miliardi di dollari di investimenti solo nel continente africano per permettere, entro il 2030, l’accesso a una connessione a banda larga.

“Broadening internet access means creating millions of job opportunities”, says Makhtar Diop, the World Bank’s Vice President for Infrastructure. Perché l’accesso a Internet non significa solo comunicazione, ma facilita anche l’identificazione universale, la fornitura più efficiente di servizi governativi e rende possibile la creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi.



https://www.internetworldstats.com/stats.htm 



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